FaceApp e privacy, rischi col riconoscimento facciale? - Codenjine | Blog

FaceApp e privacy, rischi col riconoscimento facciale?

FaceApp, che con i suoi filtri e le sue funzioni è una delle App più popolari e divertenti, potrebbe però comportare qualche rischio soprattutto per gli utenti che usano la tecnologia di riconoscimento facciale per i loro smartphone.

La questione FaceApp privacy non è cosa nuova, soprattutto dopo il boom di download del 2019 e la "mania" dei filtri che in pochi istanti ci mostravano quanto e come saremmo invecchiati tra 30 o 40 anni.

Oppure se noi maschietti fossimo signorine, o viceversa, col filtro gender swap. Oppure davanti a uno sfondo virtuale generato o con un taglio di capelli nuovo e creativo, o con una barba folta...

Per gli utenti che usano il riconoscimento facciale per sbloccare i propri smartphone però, l'idea di condividere i propri connotati ad altri utenti ha fatto suonare il classico campanello d'allarme.

FaceApp è sicura? Ci sono rischi per la nostra privacy?

Il facial recognition system (FRS) equivale ad una password per il nostro dispositivo.

Per cui, se usiamo il riconoscimento facciale per accedere al nostro smartphone, condividere un nostro primo piano con altri potrebbe equivalere a condividere la nostra password!

FaceApp, se scaricata correttamente e solo da Appstore ufficiali come Google Play, non comporta rischi di violazione della privacy.

Occorre però fare attenzione ad alcuni fattori.

Come usare FaceApp senza rischi per la privacy

La prima cosa cui fare massima attenzione è come scaricare FaceApp in sicurezza, e dove.

L'applicazione di Wireless Lab è disponibile per Android e per iOS, ed è scaricabile gratuitamente su Apple Store e Google Play. In caso vogliate scaricare il file FaceApp apk da terze parti, assicuriamoci che il sito da cui stiamo effettuando il download sia sicuro.

Quando installate FaceApp tenete sempre a mente che il riconoscimento facciale è una password a tutti gli effetti. Consideratela come tale dunque: dareste una vostra password di accesso a chiunque?

E' importante leggere sempre le condizioni sulla privacy e sul trattamento dei dati personali prima di dare il vostro consenso.

E' possibile sincronizzare FaceApp con Facebook ed altri social network, e dare alla App il permesso di accedere agli account: controllate sempre su quali account dare l'accesso a FaceApp.

Cosa c'è dietro a FaceApp?

FaceApp è sviluppata dalla software house russa Wireless Lab, con sede a San Pietroburgo, ed utilizza un algoritmo e l'intelligenza artificiale per per generare automaticamente trasformazioni altamente realistiche dei volti ritratti nei nostri selfie o foto.

Al tempo del boom di FaceApp, nell'estate 2019 (oltre 400mila dowload), si aprì una polemica sull'utilizzo dei dati sensibili forniti dagli utenti della App.

Alcune fonti rivelarono che le immagini caricate dagli utenti rimanevano "per un periodo tempo indeterminato" sui server dell'azienda.

Il logo di FaceApp

Azienda che fu accusata di non fornire inoltre risposte chiare su dove e per quanto tempo le immagini sarebbero rimaste sui server, potenzialmente a disposizione di malintenzionati, hacker e aziende che utilizzano i dati personali per operazioni di marketing.

Pressioni che invitarono Wireless Lab a chiarire che le immagini venivano cancellate dai server dopo 48 ore dall'upload, e soprattutto che non venivano condivise con oscure "terze parti" in Russia.

Per gli utenti europei, Face App presenta ora un modulo sulle condizioni sulla privacy in linea con il GDPR europeo, nonché la possibilità di richiedere espressamente la cancellazione di ogni dato prima delle "canoniche" 48 ore.

Wireless Lab ha dunque fatto luce su un tema sensibile come la tutela della privacy di FaceApp, ma gli utenti che la scaricano debbono comunque tenere a mente un dato importante.

Come nel caso di tante altre App, i dati forniti a FaceApp vengono effettivamente memorizzati su server terze parti, anche se per poco tempo. Ed è in questo periodo di tempo che potrebbero essere soggetti a furti e violazioni da parte di cyber criminali.


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